Come cucinare le verdure al vapore: principi di cucina

La cucina al vapore sta riscuotendo negli ultimi anni un successo che cresce di pari passo con una maggiore coscienza alimentare. SI incentiva infatti la sensibilità da parte degli utenti nei confronti di abitudini sane che, inevitabilmente, coinvolgono strettamente anche l’assunzione di diete salutari, capaci di abbattere l’apporto calorico e di preservare la salubrità dei cibi.

LEGGI ANCHE: Cibi più calorici: la top ten degli alimenti ‘anti-dieta’

La cucina al vapore

La cucina a vapore – o meglio la cottura a vapore – è una tecnica di cucina particolarmente apprezzata dai puristi delle pietanze poiché permette di cuocere i cibi evitando il contatto diretto tra l’acqua di cottura e l’alimento, scongiurando il rischio di qualunque forma di contaminazione. Inoltre, tale approccio alla cottura dei cibi non richiede l’utilizzo di olio, burro o altri prodotti per cottura, aiutando a preservare l’integrità del piatto, abbattendo inoltre l’apporto calorico e assicurando un’alimentazione leggera e facile da digerire.

Come cucinare le verdure al vapore

La cucina al vapore può essere impiegata per preparare diverse tipologie di piatti: pesce, carne, uova, riso, legumi e, ovviamente, la verdura. In riferimento all’abitudine di cucinare le verdure al vapore, esiste spesso una forma di pregiudizio che vede tale approccio come una condanna per i palati più goderecci: ma non è così! Infatti, la preparazione delle verdure al vapore permette di tutelare la genuinità della portata, assicurando un gusto autentico e apprezzabile. Partiamo col dire che non tutte le verdure sono adatte per questo tipo di tecnica culinaria. Tra i prodotti particolarmente indicati citiamo le zucchine, i cavolfiori, gli asparagi, gli spinaci, la rucola, le carote, i broccoli e la zucca.

Cucinare al vapore senza la vaporiera

Ovviamente, la vaporiera è lo strumento ideale per questo tipo di tecnica, ma è possibile cucinare le verdure al vapore anche senza l’utilizzo di una vaporiera. Per farlo, la procedura prevede l’utilizzo di una pentola con una quantità d’acqua inferiore a quella solitamente impiegata per far bollire l’acqua. Si porta a ebollizione l’acqua, quindi si dispone la verdura da preparare su un cestello, collocato al di sopra della pentola e facendo attenzione che il livello dell’acqua non raggiunga il contenitore posto al di sopra della pentola. La verdura verrà così cucinata grazie ai vapori dell’acqua in ebollizione, ma senza alcun contatto diretto con il liquido.

Cucinare le verdure al vapore: tempi di cottura

A seconda della tipologia di verdura, i tempi di cottura variano. Per le verdure a foglia, come ad esempio gli spinaci o la rucola, possono essere sufficienti circa 3 minuti; i pisellini ne richiedono uno in più, mentre tra i 5 e i 7 minuti sono richiesti per la cottura di cavolfiore, broccoli, patate a fette e carote a rondelle (i tempi aumentano se cotte interamente). 10 minuti servono per completare la cottura dei finocchi e dei fagiolini e fino a 13 per asparagi e zucchine interi.

LEGGI ANCHE: A cosa serve l’ammoniaca per dolci e come usarla nel modo giusto

Tecniche e suggerimenti per la cottura a vapore delle verdure

Come detto, la cucina a vapore permette agli alimenti di cuocersi con i propri succhi, senza disperdere i sapori nell’acqua. Per dare maggior sapore alla pietanza, è possibile aggiungere aromi nell’acqua. Per aumentare l’assorbimento dei sapori, si consiglia inoltre di adottare la cucina sotto pressione, ovvero porre un coperchio sul cestello della verdura (tecnica che consente inoltre di abbattere i tempi di cottura). Ricordarsi, in ogni caso, di mescolare le verdure a metà cottura.

Lascia un commento