Che cos’è il 5G e come cambierà la navigazione mobile

Che cos’è il 5G, il nuovo standard per la navigazione mobile che, da mesi, alimenta polemiche e che si appresta ad esordire anche in Italia? Come funziona e quali rischi comporta realmente la nuova tecnologia di connessione per la salute degli utenti? Ecco tutto quello che dovete sapere sul 5G.

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Che cos’è il 5G

5G è l’acronimo di 5th Generation e fa riferimento alle tecnologie di connessione mobile e agli standard di generazione successiva alla quarta, i quali garantiscono prestazioni di navigabilità superiori rispetto ai predecessori in termini di velocità e di stabilità di linea internet. Le potenzialità degli nuovi standard, attraverso i quali ci metteremo alle spalle le tecnologie 4G LTE, sono enormi, al punto che gli addetti ai lavori sono stati spinti a parlare di una vera e propria rivoluzione: grazie all’introduzione del 5G, infatti, potremo navigare tramite dispositivi mobile con prestazioni persino superiori a quelle permesse da una connessione ADSL per linea fissa.

5G: Prepariamoci a una rivoluzione totale

L’introduzione degli standard 5G sarà progressiva, ma inesorabile: secondo gli esperti, la connessione di quinta generazione finirà per soppiantare persino la fibra ottica. Ciò significa che verrà spezzata una volta per tutte l’interconnessione tra rete internet e modem allacciato alla linea telefonica, in favore di un più smart e volatile modem 5G. Tale tecnologia sarà alla base della definitiva accelerazione di sistemi avanzati quali l’Internet of Things e le Smart Cities: entreremo concretamente nell’era della connessione totale.

5G in Italia: le tempistiche

Lo studio Deloitte Tmt Predictions ha stimato che, nel 2025, il 5G assorbirà il 31% del mercato europeo e il 49% di quello americano, ma solo il 14% di quello globale. In effetti, uno degli aspetti più controversi riguarderà, appunto, il digital divide tra Paesi del Nord e del Sud del mondo che, secondo le stime, dovrebbe acuirsi ulteriormente proprio per via dell’introduzione degli standard di quinta generazione; divario che potrebbe riflettersi anche in Italia. Nel frattempo, tra il 13 settembre e il 2 ottobre 2018, si è tenuta l’asta per l’assegnazione delle frequenze 5G in Italia, che ha visto tutte le principali compagnie del settore – TIM, Vodafone, Wind-Tre, Fastweb e Iliad – conquistare un segmento di mercato. Le prime infrastrutture 5G entreranno in funzione nel 2020, assicurando una velocità di picco pari a 20 Gbps (gigabit per secondo), circa venti volte di più di quanto consentito dalle tecnologie 4G LTE.

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Il 5G danneggia la salute?

Veniamo ora a un tema centrale e che, negli ultimi mesi, ha tenuto banco su internet: il 5G è rischioso per la salute dell’uomo? Gli studi scientifici relativi alla dannosità delle onde radio nelle telecomunicazioni sono in realtà incompleti e sostanzialmente non credibili. Nonostante una storia ventennale, tali studi non hanno mai dimostrato un reale rischio per l’organismo umano esposto a radiazioni di quel tipo, poiché le onde radio molto difficilmente riescono a penetrare gli strati profondi del corpo umano: in ciò, il ruolo isolante del derma umano giocherebbe un ruolo fondamentale. Concludendo: ad oggi, non abbiamo ragioni per credere che l’esposizione a tecnologie 5G possa essere dannosa per l’uomo.

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