Supplenze ATA 2021: 75 mila contratti ‘grazie’ al Covid

Trovare risvolti positivi alla pandemia da Covid-19 che, da oltre un anno, sta sconvolgendo gli equilibri mondiali, non è certo facile. D’altra parte, però, il totale ribaltamento delle logiche economiche, sociali e organizzative ha portato anche alla creazione di alcune interessanti opportunità di lavoro per determinate categorie di lavoratori. Tra di essi risultano certamente i professionisti del sistema scolastico e ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario), soprattutto per coloro che risultano avere un punteggio basso nelle graduatorie di settore.

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Boom di contratti Covid nelle scuole

Tra assistenti amministrativi, collaboratori scolastici e docenti, nel corso dell’anno scolastico 2020-21 sono circa 75 mila i professionisti che hanno trovato impiego a causa delle nuove esigenze poste in essere dall’emergenza Covid-19. Per ciò che riguarda il personale ATA e quello delle supplenze, la pandemia ha costretto i gestori del sistema scuola a scorrere le classifiche, chiamando in servizio anche professionisti con un punteggio molto basso. Il risultato è che, tra i pochi a sorridere di questa emergenza vi sono i collaboratori con meno esperienza in ambito scolastico, i quali sono stati chiamati a prendere servizio, contrariamente a quanto si sarebbero potuti aspettare solo dodici mesi fa.

La graduatoria risale al 2017

Le griglie di riferimento, sia per ciò che concerne le supplenze e sia in relazione al personale ATA, sono state stilate nell’anno 2017. Il sistema si basa su un’attribuzione di punteggio in relazione agli anni di esperienza maturati. Chiaramente, coloro che hanno preso servizio in modo frequente presentano un punteggio più alto e, di conseguenza, maggiori possibilità di essere chiamati a lavorare nella scuola pubblica. Mai come quest’anno, però, la richiesta di professionisti del settore è stata così alta, portando alla convocazione anche di personale senza alcuna esperienza e che, dunque, ha potuto fare il proprio esordio nel sistema scolastico.

Il Covid aumenta il fabbisogno di lavoratori

Le norme anti-Covid hanno innalzato in maniera sostanziale la richiesta di servizi di sicurezza per la gestione degli edifici scolastici; la suddivisione delle classi in gruppi più ristretti ha invece innalzato la richiesta di supplenti. Ciò ha portato, dunque, a un aumento significativo del fabbisogno di personale ATA e docente, generando una vera e propria risorsa economica per tutti quegli iscritti in graduatoria privi di un punteggio degno di considerazione e creando posti di lavoro.

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Contratti a breve termine e no alla proroga fino al 30 giugno

Non è però tutto oro ciò che luccica. Se è vero che circa 75 mila tra docenti e personale ATA hanno trovato una collocazione insperata, è vero anche che si tratta quasi sempre di contratti di lavoro a breve termine e che, nella stragrande maggioranza dei casi, non prevedono una proroga fino al 30 giugno 2021, ovvero fino al termine dell’anno scolastico. Nonostante il parere favorevole da parte del Ministero dell’Istruzione, infatti, il Decreto Milleproroghe ha sancito il rifiuto di prolungare fino a tale data i contratti dei collaboratori, sui quali pende tra l’altro la scure di nuove possibili chiusure degli istituti, che causerebbero per questi l’immediata perdita del posto.

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