Come scrivere un curriculum vitae che colpisce: la guida

Come scrivere un curriculum vitae capace di colpire l’attenzione di chi lo legge e aumentare le possibilità di successo? Oggi, il mondo del lavoro è certamente inflazionato e i professionisti dell’HR sono chiamati a processare, in ogni percorso di selezione, una mole di file e cv consistente. La conseguenza, per chi cerca lavoro, è soprattutto una: la necessità di differenziarsi dagli altri e di attirare l’attenzione dell’esaminatore. Ovviamente, il cv è il primo passo, il biglietti da visita che, se ben strutturato, può spianare la strada verso gli step successivi della selezione.

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Less is more: usa un cv breve e conciso

Durante la compilazione del vostro curriculum, provate a mettervi nei panni di chi sarà chiamato a leggerlo. Immaginate una pila di cv accatastati su una scrivania e decine di mail in attesa di essere lette. Il cv deve essere pensato come lo strumento attraverso cui organizzare metodicamente le informazioni rilevanti sul proprio profilo professionale. Dunque, eliminate le informazioni superflue, date spazio alle vostre reali skills e capacità, non inserite troppi dettagli, ma andate subito al punto. Le informazioni più rilevanti devono essere poste in primo piano, quelle marginali possono essere poste alla fine o eliminate del tutto. In caso contrario, il rischio è di essere scartati dopo pochi secondi di lettura da parte dell’esaminatore.

Differenziare il curriculum in base alle richieste

La stragrande maggioranza dei cercatori di lavoro approccia l’attività di job seeking come se fosse una questione di calcolo delle probabilità: per aumentare le possibilità di trovare lavoro, basta inviare più candidature possibile. Nulla di più sbagliato! La cosa migliore è puntare sulla qualità e personalizzare la candidatura in relazione al tipo di lavoro. Modificare la struttura del cv in base alla specifica richiesta aumenta in modo significativo le possibilità di successo. Così, occorre mettere in risalto le skills più adatte allo specifico lavoro, fare emergere le esperienze coerenti con la posizione aperta, evidenziare le competenze utili a ricoprire il ruolo proposto.

Basta col curriculum europeo!

Per anni, il curriculum vitae formato europeo è stato il più utilizzato. Oggi, però, sebbene il modello Europass sia spesso quello richiesto per candidature a funzioni pubblici, ha perso di efficacia. Il curriculum europeo offre pochissimo margine di personalizzazione, impone una struttura standard e può portare il job seeker a uniformarsi a tutti gli altri, aumentando il rischio di fallimento. Molto meglio, invece, optare per un cv personale, strutturato in modo creativo, lineare, di semplice fruizione: in questo modo, oltre a facilitare il lavoro del responsabile alle risorse umane, anche l’immagine del candidato ne esce notevolmente rafforzata.

L’importanza delle soft skills

Le soft skills fanno riferimento alle attitudini trasversali del candidato e che prescindono dal bagaglio tecnico e conoscitivo del professionista. Esse oggi hanno assunto un’importanza molto più significativa rispetto al passato e devono emergere all’interno del cv. Occorre dare visibilità alle proprie abilità relazionali, caratteriali e psicologiche e smettere di considerarle solo appendici da presentare in modo standardizzato all’esaminatore. Molte aziende selezionano i propri collaboratori riconoscendo un’importanza fondamentale alle soft skills, persino maggiore delle competenze tecniche.

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Non inserire informazioni false

Infine, occhio a non lasciarsi tentare dalla voglia di inserire informazioni non veritiere. Millantare competenze che in realtà non si possiedono è inutile e anche sciocco. Il motivo è molto semplice: prima o poi si viene scoperti! L’esaminatore è perfettamente in grado di riconoscere le reali abilità di un candidato e, se preso in giro, può indisporsi e depennare il nominativo del candidato anche per eventuali future selezioni, magari maggiormente rispondenti al vostro profilo. Ne vale la pena?

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