Cosa fare a un colloquio di lavoro (e cosa non fare)

Affrontare un colloquio di lavoro è emotivamente e psicologicamente provante: in pochi minuti, occorre fare buona impressione, stando attenti a non commettere sbavature e a non dire cose di cui ci si possa pentire. Vogliamo venire in soccorso dei jobseeker con questa praticissima guida: ecco cosa fare (e cosa non fare) durante un colloquio di lavoro.

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Studia l’azienda

Non pensare mai che un colloquio sia uguale a un altro. Prima di recarsi all’incontro con l’esaminatore, è fondamentale prepararsi, ovvero studiare l’azienda a cui ti stai proponendo. Cerca di comprendere a fondo di cosa si occupa, qual è la sua struttura societaria, le logiche del mercato in cui opera. Altra cosa che può fare la differenza: cerca di capire quali sono i valori fondanti della società, la sua storia e tutte le specificità che la caratterizzano e distinguono dalle altre.

Analizza l’annuncio di lavoro (e l’esaminatore)

Solitamente, gli annunci di lavoro, specie quelli per figure di alto profilo, sono tecnici e dettagliati e forniscono indicazioni molto chiare sul tipo di professionista di cui sono in cerca, non solo per ciò che concerne le hard skills – ovvero le competenze professionali – ma anche le soft skills – vale a dire le abilità e attitudini legate alla personalità dell’esaminato. L’analisi dell’annuncio di lavoro ti permetterà di prevedere alcune delle domande che ti saranno poste e di preparare a tavolino la risposta più adeguata. Se puoi, prova a scoprire anche informazioni sull’esaminatore, indagando tramite contatti che possono avere a che fare con la realtà aziendale a cui ti stai proponendo.

Come scegliere il look

Meglio non dare per scontato che l’eleganza vinca sempre. Il look perfetto per un colloquio di lavoro non esiste; esiste semmai la tua capacità di analizzare, capire e interpretare il contesto. Un approccio formale va benissimo per colloqui presso aziende bancarie, assicurative o che, in generale, puntano su un’immagine istituzionale rigida; per contesti meno seriosi, può anche andare bene un approccio più personale, sempre nei limiti del buongusto e della credibilità professionale. Ok all’utilizzo di accessori, purché discreti, mentre è sempre meglio evitare il profumo, che può scatenare reazioni diversissime a seconda di chi ti ritroverai davanti.

Preparati a raccontare esperienze passate

Durante il colloquio, uno degli obiettivi dell’esaminatore è quello di capire concretamente quello che sai fare e come gestisci le situazioni lavorative. Quindi, preparati ad esporre un’esperienza professionale di successo: cura nel dettaglio la tua discussione, cercando anche di immaginare quali domande potrebbe farti sul tema. Anche in questo caso, ricordati sempre dove ti trovi e il tipo di azienda che hai davanti, così da scegliere una case history adatta alla situazione.

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Non mentire!

Chiudiamo con una regola fondamentale: non mentire su te stesso. Intendiamoci, durante un colloquio ci sta di calcare la mano o di provare ad ingigantire i lati positivi di sé, ma senza esagerare. Millantare competenze ed esperienze che non possiedi, quasi sempre, ti porterà a un unico, inevitabile esito: rimediare una pessima figura con l’esaminatore. E se stai pensando “Chi se ne frega”, ripensaci: non sai mai quando potresti ritrovarti ad avere di nuovo a che fare con lui o lei.

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