Vendita auto nuove, a ottobre il mercato tiene: -0,2%

La vendita delle auto nuove, a ottobre 2020, tiene botta e fa segnare un volume d’affari pressoché identico a quello registrato nello stesso periodo del 2019: 156.978 veicoli immatricolati quest’anno contro i 157.262 di dodici mesi fa, per una flessione minima, pari al -0,18%. Un dato che si presta a molteplici interpretazioni, se consideriamo la forte ascesa fatta registrare dal comparto nel mese di settembre e, di contro, il pesantissimo crollo dei mesi precedenti. Ora il vero spauracchio è il rischio di un secondo lockdown.

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Vendita auto nuove: il trend nel 2020

L’anno 2020, ad oggi, si è rivelato nefasto per l’intero mercato auto in Italia. Il lockdown che ha di fatto paralizzato l’economia nazionale e mondiale si è abbattuto con particolare veemenza sul settore motoristico, causando una perdita complessiva pari al 30,9% su base annua, ovvero circa un terzo in meno rispetto ai volumi segnati nei primi dieci mesi del 2019. Una recessione che si era attestata in netta controtendenza nel mese di settembre 2020, quando le vendite avevano ripreso impetuosamente a salire e mettendo a referto un inaspettato +9,54% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il dato aveva fatto credere gli addetti ai lavori in una rinascita, ma le rilevazioni di ottobre mettono un freno significativo a ogni possibile entusiasmo.

La questione incentivi

I dati di vendita delle auto nuove, nel mese di settembre, erano stati fortemente condizionati dall’introduzione degli incentivi statali; incentivi che, però, vanno verso l’esaurimento e che non sono stati rifinanziati dal governo. Le detrazioni previste per i mezzi con emissioni di Co2 comprese tra i 91 e i 110 g/km sono già terminate nei primi dieci giorni di settembre, mentre restano ancora disponibili gli incentivi varati in considerazione delle emissioni di anidride carbonica. La cessazione delle prime forme di sovvenzione ha pesato in modo significativo nel mese di ottobre.

Male soprattutto le compatte, decolla l’elettrico

La crisi non colpisce in modo uguale tutti i segmenti di mercato. La fascia più penalizzata è quella delle macchine a benzina (che oggi rappresentano il 39% del parco auto totale in Italia contro il 44% del 2019) e diesel (che passa dal 41% al 34,4%); bene invece il comparto elettrico e ibrido: eccellente lo scatto delle automobili ibride, che oggi rappresentano il 14,6% del parco auto complessivo contro il 5,5% dello scorso anno; le elettriche passano dallo 0,5% all’1,8% e le Plug-in dallo 0,3% all’1,4%. Riguardo le tipologie di veicoli, il calo preoccupante viene ravvisato nei segmenti delle compatte, delle monovolume e delle berline di fascia alta, mentre reggono l’urto le berline di classe media e medio-alta.

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FCA in controtendenza: +12,6%

Nonostante la stasi del comparto, sorprende la dinamicità di FCA: le circa 38 mila unità vendute dal gruppo FIAT – Chrysler vale un +12,6% rispetto alle rilevazioni di dodici mesi prima. Ora la società detiene, da sola, circa un quarto delle quote di mercato in Italia: il 24,2% del parco auto nostrano è rappresentato da veicoli del gruppo FCA.

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