Epidemie influenzali: la storia dell’ultimo secolo

Oggi non si fa che parlare di coronavirus, nel 2002-2003 era la SARS, tre anni dopo invece era stato il turno dell’influenza aviaria. Nel 2009, poi, fu la volta della febbre suina, che alimentò isterie sociali e panico a livello planetario. Tra esse, però, solo l’ultima può essere derubricata sotto la voce ‘pandemie‘. Con le pandemie influenzali, in realtà, l’uomo ha sempre avuto a che fare e qui vogliamo ripercorrere gli episodi più importanti dell’ultimo secolo.

LEGGI ANCHE: Alimentazione e cultura: ecco perché in compagnia mangiamo di più

Pandemia o epidemia?

Perché il coronavirus sta alimentando un’epidemia e non una pandemia? Entrambi i termini fanno riferimento a malattie infettive, ovvero causate da agenti virali o batterici che si propagano da un individuo all’altro, portando a un aumento dei contagi. La differenza tra
pandemia ed epidemia
non ha nulla a che vedere con la gravità della malattia, bensì riguarda le dimensioni geografiche del contagio: in base al livello di penetrazione del contagio, una patologia può manifestarsi all’interno del popolo in modo sporadico, epidemico, endemico o pandemico. Nell’ultimo caso, significa che l’agente ha raggiunto l’intera popolazione, non solo alcune aree come nel caso (attualmente) del coronavirus. Si parla di endemia, invece, quando una malattia è presente in modo storicamente costante o molto persistente all’interno di una popolazione; l’epidemia è invece un contagio che avviene in una zona, più o meno vasta, ma circoscritta, come nel caso del coronavirus.

Le pandemia nella storia: la spagnola

Nel 1918, una pandemia infettiva contagiò un terzo della popolazione mondiale, portando a circa 50 milioni di decessi; la malattia, chiamata Spagnola, aveva un tasso di mortalità superiore al 2,50% e si stima che continuò a circolare con sporadiche epidemie fino agli anni ‘50. Alcuni ceppi più evoluti sono ancora riscontrabili sui maiali.

Le pandemia nella storia: l’asiatica

Nel 1957 fu invece la volta dell’asiatica. Il virus A/H2N2, benché venne isolato già nel 1933, presentava caratteristiche differenti da quelle mai riscontrate prima e, si calcola, contagiò 250 mila persone nella sola Hong Kong. Il tasso di mortalità fu comunque relativamente basso e quasi pari a zero nei soggetti sani, uccidendo di polmonite quelli già affetti da malattie croniche. Scomparve in soli 11 anni, soppiantato dal sottotipo A/H3N2 Hong Kong.

Le pandemia nella storia: l’influenza di Hong Kong

Nel 1968 fu la volta dell’influenza di Hong Kong. Il virus si diffuse prima nella regione, per poi raggiungere anche gli Stati Uniti, ma già nel 1969 venne del tutto debellato. Si trattava di un’influenza aviaria del sottotipo A/H3N2 che raggiunse alti tassi di mortalità soprattutto negli States. In Italia, le morti dirette o indirette associate alla malattia furono circa 20 mila.

LEGGI ANCHE: Elezioni Regionali 2020: i prossimi appuntamenti elettorali

Sars, Suina e Aviaria

Più recentemente, il propagarsi di malattie a livello globale è associato ad altri tre casi: Sars, Aviaria e Febbre Suina.

Nel 2002 fu l’anno in cui si diffuse la Sars; la polmonite asiatica, in realtà, arrivò a contagiare solo i residenti del Sud-Est asiatico e del Canada, per un totale di 8 mila casi e di 880 morti. Oggi è completamente scomparsa.

L’Aviaria prese piede nel 2005, causando 369 morti ufficiali, nata da una mutazione del virus H5N1 che aveva contagiato gli animali da pollame. La patologia è ancora riscontrabile su suddetti animali.

La Febbre Suina (Virus H1N1) scoppiò nel 2009 in Messico e fu catalogata come la prima pandemia del XXI secolo. Il virus, trasmesso dai maiali all’uomo, causò 18 mila morti e contagiò quasi 500 mila persone. Oggi la febbre suina è facilmente curabile attraverso una normale dose di vaccino per influenza.

Lascia un commento