Serie A 2018: le pagelle di metà stagione squadra per squadra

La Serie A 2017-18 è giunta a oltre metà del proprio cammino. É tempo dei primi parziali bilanci per le 20 squadre del massimo campionato nostrano, tra rivelazioni, conferme e delusioni. Le pagelle delle 20 squadre della Serie A.

Atalanta: 8

L’Atalanta quest’anno ha cambiato molto, ha dovuto provvedere alla sostituzione di pezzi da 90 come Kessie e Conti, finiti al Milan, e alla gestione del doppio fronte campionato – Europa League. Ciò nonostante, dopo un inizio stentato, la banda di Mister Gasperini è di nuovo in alto, in sesta posizione, e con un sedicesimo di coppa già in tasca. Inizio stentato e accelerata in inverno, coronata dalla vittoria dell’Olimpico sulla Roma dell’ultima stagione. La società è già pronta a monetizzare i nuovi talenti, Cristante su tutti.

Benevento: 3

3, come le partite senza sconfitta per il Benevento, alla sua prima partecipazione assoluta in massima categoria. Che dire, una stagione surreale per i campani, che hanno infranto ogni record negativo possibile, prima del clamoroso pari con il Milan della 15a giornata, acciuffato con gol del (secondo) portiere Brignoli al minuto 95. E poi il sussulto d’orgoglio, le due vittorie di fila che, a cavallo tra la fine dell’andata e l’inizio del ritorno, scrive una nuova narrazione epica del percorso beneventano. Ma le 14 sconfitte filate restano negli annali, il voto non potrebbe essere superiore.

Bologna: 6,5

24 punti e 12a posizione. Un ruolino di marcia ampiamente all’interno delle aspettative per il Bologna. Vero limite dei ragazzi di Donadoni è certamente una irregolarità non da tutti, segnata da prestazioni maiuscole alternate a partitacce da dimenticare. +9 sulla zona retrocessione è il dato che resta, ma se Verdi andrà via, le cose potrebbero mettersi diversamente.

Cagliari: 6-

Il Cagliari ha iniziato la stagione animato da forti ambizioni: gli arrivi di Pavoletti e Van Der Wiel avevano dato entusiasmo all’ambiente e qualcuno, in sordina, provava a candidare i sardi al ruolo di sorpresa dell’anno. Gli stenti di Pavoloso e l’esonero di Rastelli di metà ottobre sono stati i viatici e gli emblemi di un campionato, fin qui, al di sotto delle aspettative. Ma c’è ancora tempo.

Chievo: 6

In Italia, il Chievo è il simbolo più pregnante di costanza e regolarità. 13o posto, 22 punti e un campionato all’insegna dell’equilibrio. Resta l’onta di essere stata la prima compagine ad essere battuta dal Benevento.

Crotone: 5,5

Se non altro, rispetto all’anno scorso il Crotone sembra una squadra più viva e compatta. Ad oggi si giocherebbe la retrocessione con la Spal, con la quale condivide la terz’ultima piazza, ma la squadra lotta e ci crede. Le carenze tecniche dei pitagorici sono palesi, vedremo se faranno qualcosa di interessante durante la sessione di mercato di gennaio. Zenga ci spera.

Fiorentina: 6

Dalla Fiorentina ci si aspetta qualcosa di più della nona piazza attuale. I Viola, però, quest’anno hanno cambiato moltissimo e avviato un nuovo progetto che punta sui giovani (non di certo una novità) e alla gestione oculata de monte salariale dei giocatori. Il tutto, con un condottiero dalle spalle larghe come Pioli. Al momento può anche andare bene così.

Genoa: 5

Il Genoa è una squadra sempre difficile da interpretare, caratterialmente bisbetica. Juric ha abbandonato la panchina a inizio novembre, segnando il momento più basso della stagione grifone. Resta ancora un mistero il non impiego di Pellegri, gioiellino del vivaio di fatto ignorato prima dalla gestione Juric e poi da quella Ballardini.

Inter: 7

Ok, nelle ultime giornate l’Inter ha mollato il colpo, ma nessuno di noi, ad agosto, aveva previsto un’Inter così in alto e capace di battagliare fianco a fianco con le due grandi favorite. Il voto ai nerazzurri è destinato a oscillare, e di parecchio. Vedremo se verso l’alto e verso un’insufficienza che, ad oggi, sarebbe una beffa.

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Juventus: 6,5

Difficoltà inedite, una difesa che non è più la diga inarginabile dello scorso anno; un Bonucci in meno e tanta tecnica e scelte in più in mezzo al campo. Anche per la Juventus, l’inizio dell’anno era fatto per cercare nuove risposte. Risposte che, in linea generale, Allegri è riuscito a trovare anche stavolta. Il duo argentino Dybala – Higuain croce e delizia sua e dei tifosi.

Lazio: 8

Insieme al Napoli, la Lazio ha espresso il più bel calcio della Seria A. E lo ha fatto senza proclami di inizio anno, consacrando finalmente la classe un tempo sbiadita di Luis Alberto, oltre al cinismo senza precedenti in carriera di Ciro Immobile. Una squadra che piace a tutti, sorprende e che, con una partita da recuperare, potrebbe persino essere terza davanti all’Inter.

Milan: 4

La stagione del Milan è difficile da commentare. Si dice che più si arriva in alto e maggiore è il tonfo quando si precipita. Beh, i rossoneri hanno iniziato la stagione in pompa magna, con una campagna acquisti faraonica e altissime aspettative di rinascita. E invece eccoli ristagnare a metà classifica, ancora i crisi d’identità e senza una leadership in grado di tracciare la strada.

Napoli: 7,5

Voto forse più basso delle aspettative per il Napoli, ma l’eliminazione di Champions, per una squadra che studia per diventare grande, è una macchia che non si può ignorare, così come l’eliminazione in Coppa Italia. Per il resto, i partenopei sono in testa, offrono un calcio spumeggiante e, nonostante la crisi di gol del tridente spezzata da Callejon solo nell’ultimo turno disputato, è rimasta lì a guidare la graduatoria.

Roma: 7

Vincendo il match da recuperare con la Samp, la Roma sarebbe a pari punti con l’Inter, che affronterà nel prossimo turno. Nuovo allenatore e sistema di gioco rinnovato, per una rosa che ha perso elementi come Salah (oggi stella assoluta in Premier League con il Liverpool), Rudiger e Paredes. Il bilancio di metà anno, alla luce di tutto ciò, non può che essere positivo.

Sampdoria: 7,5

Peccato per la flessione dell’ultimo mese, che ha rallentato la marcia intensa della Sampdoria. Un inizio di stagione al di là di ogni aspettativa, la vittoria sulla Juve come zenit della stagione, poi il crollo, mentale più che altro, proprio di chi a certe altezze inzia ad avere problemi di ossigenazione. Resta comunque la squadra rivelazione di questi primi mesi.

Sassuolo: 5

Il Sassuolo ha avviato quest’anno un nuovo progetto, ma il post-Di Francesco è iniziato male. Via Bucchi, ora spetta a Iachini il compito di riportare alla squadra di Squinzi entusiasmo e idee. Berardi è un patrimonio da recuperare, a tutti i costi.

Spal: 5,5

Combatte la Spal, cerca soluzioni e, al momento, è pienamente in corsa per la corsa salvezza. Borriello non ha dato l’apporto sperato all’attacco ferrarese, che oggi vede Antenucci come vero leader carismatico. Malino anche Paloschi, gennaio potrebbe portare nuove energie all’organico.

Torino: 6

L’esonero di Mihajlovic è stato dettato più da incompatibilità caratteriali con Cairo che dalle prestazioni. Il Torino fa il suo, ristagna a metà classifica senza infamia né gloria. A Mazzarri il compito di dare un senso alla stagione e, soprattutto, di recuperare Belotti, ad oggi uno dei giocatori più deludenti della Serie A.

Udinese: 7,5

Stagione dai due volti per l’Udinese, rilanciata dall’approdo in panchina di Oddo. Ora i friulani volano ad alta quota, ben più in alto di quanto i presagi di inizio stagione lasciassero sperare. 28 punti con una partita, quella con la Lazio, ancora da recuperare e tanti talenti pronti a diventare pezzi pregiati delle prossime sessioni di mercato.

Verona: 5

Il Verona è una squadra in confusione, un’entità ancora da comprendere appieno. La stagione è iniziata con la tragicomica gestione del caso Cassano, è proseguita con un trend negativo ed un Pecchia sempre al confine tra la conferma e l’esonero. Molti senatori, atleti non di primo pelo ma dal pedigree pregiato, vedi Cerci, Pazzini e Romulo. La cessione di Caceres potrebbe pesare da qui a maggio.

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