5 Film che fanno riflettere sul senso della vita

Il cinema, la settima arte, è uno dei mezzi di espressione più immediati e capaci di trasmettere messaggi profondi. Ci sono film che aprono gli orizzonti, che aiutano a comprendere messaggi importanti, fim che fanno riflettere sul senso della vita e degli uomini. Perché una pellicola non racconta solo una storia, ma porta in scena una visione, un punto di vista alternativo, ci spinge a pensare e a metterci in discussione. Abbiamo selezionato 5 film in grado di fare questo, che sono capaci di insegnarci qualcosa, di cambiarci persino.

LEGGI ANCHE: Libri che cambiano la vita: le 5 opere intramontabili

1. Mr. Nobody

Mr. Nobody è un film straordinariamente intenso del 2009, che vede Jared Leto come protagonista e il visionario regista belga Jaco Van Dormael alla regia. La pellicola è stata doppiata in italiano solo nel 2016 ed ora è disponibile su Netflix, ma per anni è circolata anche nel nostro Paese grazie ai sottotitoli dei fan. Si tratta di un’opera che ci aiuta a riflettere sul senso delle nostre scelte, ma non solo. In un viaggio tra la filosofia, la fisica quantistica e la trascendenza, in cui non mancano riferimenti alla teoria delle stringhe, all’effetto farfalla e alla teoria del caos, Nemo Nobody si trova a vivere i suoi ultimi giorni sulla terra. Ma lui non è una persona come le altre: siamo nel 2092 e Nemo è l’ultimo uomo sulla terra destinato a morire di vecchiaia, in un mondo in cui il progresso ha sconfitto l’invecchiamento cellulare. Sul letto di morte, Nemo ripercorre le scelte della sua vita, anzi, delle sue vite…

2. The big Kahuna

Il regista John Swanbeck dirige nel 1999 un film minimale, basato su lunghi dialoghi e pochi accadimenti, in una sorta di pièce teatrale sul grande schermo che vede per protagonisti gli straordinari Danny De Vito e Kevin Spacey, due commerciali esperti, ma diversi fra loro: il primo, Phil, saggio e moderato; il secondo, Larry, cinico e disincantato dalla vita. I due faranno da chioccia al giovane sognatore Bob (Peter Facinelli), mentre in una stanza d’hotel tutti e tre attendono di conoscere il cliente che potrebbe cambiare le loro vite. Nessuno sa chi sia né come si chiami l’uomo, ma tutti e tre sanno che viene chiamato The Big Kahuna. In una sorta di rivisitazione in chiave tardo novecentesca dell’Aspettando Godot di Samuel Beckett (morto dieci anni prima dell’uscita del film), i tre riflettono sul senso della vita e dell’esistenza, mentre sperano di essere presenti all’incontro più importante delle loro carriere.

3. 21 grammi

21 grammi (2003) è il secondo film della Trilogia della morte, un trittico di pellicole dirette dal grandissimo regista messicano Alejandro González Iñárritu e che comprende anche Amores perros (2000) e Babel (2006). Un cast corale che comprende Sean Penn, Naomi Watts e Benicio Del Toro ci conduce all’interno di un viaggio tra gli incroci della vita e ci spinge a riflettere su quanto, talvolta, le nostre scelte sono inefficaci davanti alla potenza del caso. Altresì, l’opera propone una visione profonda sul ciclo nascita-morte-rinascita e sull’importanza delle nostre scelte, ruotando intorno a tre personaggi principali, le cui azioni si riflettono le une nell’esistenza degli altri: l’ex detenuto Jack (Del Toro), che ha riscoperto la fede durante il periodo di detenzione, la ex cocainomane Cristina (Watts) e il matematico Paul (Penn), malato di cuore e in attesa di un donatore per poter effettuare il trapianto che gli salverebbe la vita.

4. L’attimo fuggente

Facciamo ora un salto indietro di oltre 30 anni per citare l’immortale L’attimo fuggente (1989), opera di Peter Weir con un monumentale Robin Williams, protagonista assoluto del film. Williams interpreta il Professor John Keating, docente di lettere che viene ingaggiato per insegnare presso un collegio maschile nel Vermont. Lì, insegnerà ai suoi ragazzi un nuovo modo di guardare alla vita, all’arte e alla cultura. Un film strappalacrime, drammatico e fortissimo, dai risvolti inaspettati e che non può non lasciare un profondo magone.

LEGGI ANCHE: Joker: Easter Eggs e curiosità sul film con Joaquin Phoenix

5. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto è forse il lavoro più riuscito del sodalizio artistico che vide collaborare il regista Elio Petri e l’immenso Gian Maria Volontè. L’opera del 1970 è un thriller politico capace di denunciare la giustizia a orologeria, inefficace nel garantire pari trattamento a ogni cittadino. Spietata con gli ultimi, la legge si dimostra spesso tollerante, connivente o persino complice con i criminali, se sono dalla parte giusta della barricata, se rappresentano i poteri istituzionali. Così, il “Dottore” (Volontè), autore unico di un omicidio proprio nel giorno della sua promozione a comandante dell’ufficio politico della questura, farà di tutto per farsi incriminare, per poi scoprire che la sua posizione è più forte delle sue colpe e del suo desiderio di essere punito.

Lascia un commento