Le 5 Serie Tv più belle di sempre: le scelte dagli utenti

Lo sappiamo, di articoli a tema “le serie tv più belle di sempre” se ne trovano a bizzeffe online. Di solito, però, a definire queste graduatorie è l’esperienza del redattore, che secondo il proprio gusto personale stila la propria lista di titoli. Qui invece abbiamo selezionato le serie tv che hanno ricevuto i giudizi più positivi in assoluto da parte degli utenti e abbiamo definito la lista delle 5 serie tv più belle di sempre secondo dati – per quanto possa essere possibile – oggettivi!

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1. Breaking Bad

Per molti, Breaking Bad è LA Serie con la S maiuscola, il paradigma di riferimento per descrivere l’eccellenza. 5 stagioni, a cavallo tra il 2008 e il 2013, un cast straordinario sotto la magistrale regia di Vince Gilligan e un superlativo Bryan Cranston nei panni del Professore di chimica Walter White, cui viene diagnosticato un tumore polmonare. Da lì, parte un’escalation di violenza e scalata al potere criminale, grazie alla produzione di metanfetamina purissima e a un atteggiamento spregiudicato. I personaggi riveleranno una profondità rara, ergendosi a esempio perfetto di antieroi moderni, con i loro limiti e le loro fragilità.

2. I Soprano

A parere del pubblico, I Soprano contende a BB la palma di Serie Tv più bella di sempre. La potenza narrativa della crime serie ambientata all’interno delle dinamiche mafiose italoamericane del New Jersey sta soprattutto nella caratterizzazione del protagonista principale, Tony Soprano, interpretato da un James Gandolfini in stato di grazia, è un boss, ma allo stesso tempo, ossimoricamente, affetto da crisi di panico. La serie, ideata da David Chase, comprende 6 stagioni, trasmesse tra il 1999 e il 2007, periodo che la colloca di diritto tra i precursori dei prodotti per la Tv dell’era contemporanea. I Soprano, arricchita da un cast di grandissimi attori, gran parte dei quali italoamericani, ha saputo anche resistere alle critiche di stereotipizzazione del malavitoso di origini italiche, mantenendo negli anni un livello estetico e performativo che la rendono un vero e proprio capolavoro per il piccolo schermo.

3. Friends

Se I Soprano ha avuto un ruolo pionieristico nell’ambito delle gangster series, lo stesso, indiscutibile ruolo va assegnato a Friends per ciò che concerne il genere sitcom. C’è chi arriva ad affermare che esista una comicità pre-Friends e una post-Friends. I sei amici protagonisti, tutti poi affermatisi nello showbusiness, hanno saputo conservare un’alchimia unica e che non si è lasciata scalfire neppure da 10 lunghe stagioni ai vertici dell’audience. Dal 1994 al 2004, nessuno poteva affermare di non conoscere il capolavoro ideato da Marta Kauffman e David Crane.

4. Twin Peaks

Due sole stagioni, nel biennio 1990-1991, la firma autorevolissima di un regista come David Lynch e un tormentone entrato nell’immaginario collettivo: “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, sono gli ingredienti alla base di un capolavoro iconico e avanti anni luce rispetto alla propria contemporaneità. Parliamo, ovviamente, di Twin Peaks, la serie TV americana co-firmata dal regista del Montana e da Mark Frost. Non ci sono fiction di genere thriller odierne o del recente passato che non paghino in qualche modo un tributo al prodotto che, per stile, fotografia, intrecci narrativi, ha segnato un’epoca, diventando un cult praticamente già alla prima messa in onda. Una serie imperdibile per chiunque si professi appassionato del genere.

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5. Black Mirror

Tra il 2011 e il 2019, il palinsesto televisivo e dello streaming mondiale è stato sconvolto da un prodotto ideato da Charlie Brooker, un’opera visionaria, unica nel suo genere. Black Mirror è una serie TV antologica – ovvero composta da storie a sé stanti, non legate da un filo narrativo comune – britannica che ha scritto una nuova pagina della serialità distopica e cyberpunk, dove la tecnologia è l’unica vera protagonista. Ogni puntata della serie pone un focus sulla dominazione tecno-digitale dei giorni d’oggi, portandola alle sue estreme conseguenze. BM è anche un’occasione per riflettere sui risvolti etici che si correlano alla tecnologizzazione della nostra società, spingendoci inevitabilmente a domandarci: dove andremo a finire?

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