Libri che cambiano la vita: le 5 opere intramontabili

Ci sono libri che cambiano la vita, storie così intense, così ben raccontate e così ispirate da essere in grado di spostare la nostra percezione. Una storia, un personaggio, persino una frase possono indurre cambiamenti profondi nel nostro modo di ragionare e di dare valore a ciò che ci sta intorno. E ci sono alcuni libri che, più di altri, sono capaci di fare ciò, di spingerci a considerare aspetti che non avevamo riconosciuto nella loro importanza, di convincerci ad assumere un nuovo punto di vista su questioni che credevamo risolte. Ecco i 5 libri che chiunque dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

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1. Il gabbiano Jonathan Livingston – Richard Bach

Pubblicato nel 1970, il romanzo Il gabbiano Jonathan Livingston, di Richard Bach, nell’ultimo mezzo secolo si è affermato in tutto il mondo fino a diventare un best seller planetario. La storia è quella di un gabbiano che coltiva la passione per il volo e che non teme di affrontare i limiti di ciò che il senso comune ritiene possibile. Si tratta di un libro sull’amor proprio, che insegna a non rinnegare se stessi, anche al costo di sentirsi emarginati, non compresi. Così, il gabbiano Jonathan arriva a esplorare universi distanti da quello terreno, a elevarsi spiritualmente e intellettualmente, grazie alla sua straordinaria caparbietà e al suo coraggio.

2. Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry

La prima edizione de Il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry, risale al 1943. Con gli anni, l’opera è entrata nel cuore di tutte le generazioni che lo hanno vissuto nel proprio tempo, anche se spesso catalogata nella sezione ‘libri per bambini’. Non è così: questo è un libro che parla ai piccoli e agli adulti e che solo ai secondi permette di accedere a un bacino di insegnamenti e consigli sulla vita, su se stessi e sulle relazioni umane. “L’essenziale è invisibile agli occhi” è solo la frase più significativa di un racconto delicatissimo e che, con un linguaggio semplice, ma straordinariamente ricco e intenso, ci ricorda cosa conta nella nostra esistenza.

3. Fight Club – Chuck Palahniuk

Libro best seller da cui è stato tratto un film divenuto un cult, con Edward Norton e Brad Pitt, Fight Club è un manifesto dei disagi e delle fragilità della generazione X. L’opera di Chuck Palahniuk è un durissimo attacco alla società del consumo e agli esseri umani che la perpetrano; il linguaggio è spigolo, graffiante, aspro, ma allo stesso tempo lucido, scorrevole e incredibilmente passionale. L’autore trascina in una dimensione di feroce sarcasmo, black humor e cinismo, lanciando, sotto traccia, un monito al lettore: non siamo ciò che possediamo, dobbiamo imparare a conoscere noi stessi, i nostri desideri, i nostri sogni, senza lasciarci sedurre dalle chimere dell’apparenza imperante.

4. Siddhartha – Hermann Hesse

Siddhartha è forse il romanzo più rappresentativo di Hermann Hesse, Premio Nobel per la letteratura. Pubblicato per la prima volta nel 1922 (in Italia nel 1945), il libro si ispira alla vera storia di Siddharta Gautama, ovvero Buddha. Più che altro, si tratta di un pretesto narrativo per raccontare di un viaggio spirituale alla ricerca della vera felicità. L’opera affronta temi come il valore della vita, la fuga dai piaceri effimeri, la ricerca della propria identità ancestrale, con uno stile meravigliosamente armonico, in cui prosa e lirica si accolgono reciprocamente, lasciando una traccia profonda nel lettore.

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5. L’arte della guerra – Sun Tzu

Come ricorda la stessa prefazione del libro, L’arte della guerra, di Sun Tzu, è allo stesso tempo l’opera più sottovalutata e la più sopravvalutata di sempre. Si tratta di un vero e proprio manuale sulla guerra, scritto da un generale cinese che visse tra il VI e il V secolo a. C. Oggi esso viene consigliato come un saggio sulla strategia e facilmente applicabile ad ambiti disparati come il marketing, lo sport, persino la seduzione. In realtà, è un’opera eccezionale, ispirata ed, effettivamente, applicabile in campi molteplici, poiché ciò che conta davvero qui è l’approccio che Sun Tzu prova a spiegare, che verte sulla capacità di analisi, sull’autocoscienza, sul calcolo dei rischi, senza trascurare fattori come il caso e la fortuna.

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