Dati turismo Italia estate 2022: bene, ma non benissimo

L’estate 2022 è, in effetti, la prima trascorsa a pieno regime (o quasi) dopo il biennio turistico segnato dalla pandemia di covid-19. Ora, a qualche settimana dalla conclusione del periodo estivo, è tempo di bilanci: ecco i dati sul turismo in Italia per l’estate 2022, tra ripresa e un gap non ancora colmato con l’epoca pre-covid.

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Lo studio Assoturismo-Confesercenti

Secondo le rilevazioni effettuate da Assoturismo-Confesercenti, che ha preso in esame un campione di 1589 imprenditori del comparto turismo in Italia, il 2022 ha segnato la ripresa del turismo nel Belpaese. Stando all’indagine delle due federazioni, infatti, rispetto al 2021 ci sarebbe stata una ripresa significativa del mercato, stimabile intorno al +16,6% degli arrivi e del +14,3% dei pernottamenti. Il trend, tuttavia, resta negativo in relazione all’estate 2019, l’ultima prima della pandemia: i volumi, in questo caso, si attestano in involuzione del 12,2%: un dato comunque parzialmente confortante.

Tornano i turisti stranieri

Un dato particolarmente incoraggiante che emerge dall’analisi Assoturismo-Confesercenti è quello relativo ai turisti stranieri, che si calcolano in aumento del 25,7% rispetto all’anno precedente. A sospingere questa statistica sono stati soprattutto i vacanzieri provenienti da Germania, Francia, Olanda, Svizzera, Austria, Regno Unito e Belgio, oltre a un ottimo afflusso dall’Est Europa. Anche in questo caso, però, il dato è ben inferiore rispetto a quello pre-pandemia: dal 2019, la percentuale di turisti stranieri in meno è infatti pari al 28,3%.

Le rilevazioni di Demoskopika

Lo studio di analisi Demoskopika ha invece pubblicato un report in cui, al di là dello scostamento numerico rispetto a Assoturismo-Confesercenti, vengono ribaditi i medesimi trend di crescita rispetto al 2021, ma al contempo anche una flessione importante rispetto al periodo precedente la pandemia. Secondo lo studio, i pernottamenti in strutture italiane sono stati pari a 343 milioni, ovvero l’11,8% in più dell’anno precedente, ma al di sotto dei dati relativi al 2019.

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Boom delle città d’arte

Sono molteplici, poi, gli studi che mettono in evidenza un trend chiarissimo: il boom delle città d’arte. Un’indagine CST-Assoturismo mostra come il turismo culturale segni una crescita proporzionalmente maggiore rispetto agli altri segmenti del comparto turistico, grazie soprattutto alla spinta degli stranieri (+24,6% sul 2021 nelle città d’arte, pari a +5,5 milioni di presenze). Anche in questo caso, però, lo studio mostra una contrazione sostanziale in rapporto ai dati del 2019. Lo studio CST-Assoturismo ha anche effettuato una mappatura dei consumi nel turismo culturale, mettendo in evidenza come, dei 9,1 miliardi di euro generati da gennaio a oggi, circa la metà – 4,1 miliardi – è da ricondurre al periodo estivo, il 53% dei quali sono da ascrivere ai turisti stranieri.

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