Mose: che cos’è, a cosa serve, quanto è costato

Il MOSE, acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, consiste in un sistema di dighe mobili pensato per difendere la città di Venezia e tutta la Laguna dal fenomeno delle acque alte che, da sempre, ma con maggiore insistenza negli ultimi 20 anni, minaccia la zona causando inondazioni e alluvioni. Ma che cos’è esattamente il Mose, come funziona e quanto è costato (e costerà)?

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La storia del Mose: le origini del progetto

Il progetto Mose nacque nei primi anni ‘80 del secolo scorso. Il 4 novembre 1966, la città di Venezia e altri centri urbani limitrofi furono sconvolti da un alluvione che raggiunse i quasi 2 metri di marea, causando ingenti danni. Il cataclisma pose la questione delle acque alte in cima alle priorità governative e nel 1975 il Ministero dei Lavori Pubblici (oggi accorpato a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti) indisse un bando pubblico, ma nessuno dei progetti presentati venne ritenuto adeguato. Nel 1981, a una commissione incaricata dallo stesso Ministero venne affidato il compito di conservare le proposte pervenute e di sviluppare un progetto adatto a risolvere la questione idrica: nacque così il cosiddetto ‘Progettone’.

La nascita del Mose

In seguito, l’intero progetto venne affidato al Consorzio Venezia Nuova, ritenuto competente in materia e abile a presentare un nuovo progetto capace di risolvere la questione delle maree: fu in questa fase che, a partire dal 1989, venne presentata per la prima volta una soluzione basata sull’utilizzo di dighe mobili (fu in questa fase che venne coniato il termine MOSE). Il progetto venne approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 1992. Il progetto definitivo venne però ufficializzato solo nel 2002 e il 14 maggio 2003 venne celebrata l’inaugurazione dei lavori, circa un mese dopo l’apertura dei cantieri alle bocche di Porto di Lido, Malamocco e Chioggia.

Come funziona il Mose

Il Mose è costituito da un sistema regolabile di sbarramenti idraulici (paratoie), realizzati in corrispondenza con le tre bocche di porto della Laguna di Venezia. Per la precisione, le 78 paratoie, disposte in 4 schiere, sono così distribuite:

    • Due schiere da 21 e da 20 elementi, per un totale di 41 paratoie alla bocca di Porto di Lido
    • Una schiera da 19 elementi alla bocca di porto di Malamocco
    • Una schiera da 18 elementi alla bocca di Porto di Chioggia

Le paratoie consistono in cassettoni in metallo collegati a monumentali blocchi di cemento posti sul fondo del mare; esse, in caso di innalzamento delle maree, fungono da argini che separano la laguna dal mare, lasciando aperte solo delle conche di navigazione per consentire il passaggio delle imbarcazioni. Per la maggior parte del tempo, le paratoie restano sul fondale del mare, tenute in basso dall’acqua che le riempie. Quando l’alta marea supera i 110 cm, l’acqua viene rilasciata, permettendo ai blocchi di innalzarsi grazie al rilascio di aria compressa. In questo modo, la diga mobile serra la laguna, evitando che Venezia e i centri urbani limitrofi si allaghino.

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Mose: quanto costa e a che punto è

Le ultime stime rivelano che la grande opera del Mose sia stata conclusa per il 94% e sia costata 5,3 miliardi di euro. L’ultima delle paratoie è stata installata nel gennaio del 2019 e attualmente siamo in fase di sperimentazione e collaudo; il completamento della struttura è previsto per dicembre 2021. Si calcola che i costi complessivi raggiungeranno i 7 miliardi di euro, cui si somma una spesa di manutenzione annuale che dovrebbe aggirarsi attorno agli 80-90 milioni di euro, anche se gli esperti ritengono che tale cifra potrebbe aumentare fino a oltre 100 milioni di euro annui.

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