Accise benzina: le 17 imposte che fanno lievitare i costi del carburante

In questi giorni, il costo dei carburanti sta continuando a crescere senza sosta, causando un aumento dei prezzi imposti all’utente finale che interessa tanto la benzina quanto diesel e metano. Già a fine settembre, il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona aveva fatto presente come ““Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 74 centesimi per la benzina e di 10 euro e 22 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 16,3% e del 15,5%.

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Le accise sulla benzina

Ma se il costo dei carburanti italiani si attesta tra i più cari dell’intera Europa (35imi su 42 in relazione agli stipendi), la colpa non è tutta degli aumenti in borsa. Nel Belpaese, infatti, paghiamo ben 17 accise sulla benzina, alcune delle quali ormai prossime a compiere un secolo di vita, che, nonostante le promesse d molteplici leader politici da vent’anni a questa parte, restano dove sono, a gravare in modo sostanziale sul prezzo finale del carburante e, di conseguenza, sulle merci acquistate dall’utente finale. Ecco quali sono.

Accise sulla benzina: l’elenco completo

Ecco l’elenco completo delle 17 accise sulla benzina italiana, varate per i seguenti finanziamenti o ricostruzioni:

  • 0,000981 euro: Guerra d’Etiopia (1935-1936)
  • 0,00723 euro: Crisi di Suez (1956)
  • 0,00516 euro: Disastro del Vajont (1963)
  • 0,00516 euro: Alluvione di Firenze (1966)
  • 0,00516 euro: Terremoto del Belice (1968)
  • 0,0511 euro: Terremoto del Friuli (1976)
  • 0,0387 euro: Terremoto dell’Irpinia (1980)
  • 0,106 euro: Guerra del Libano (1983)
  • 0,0114 euro: Missione in Bosnia (1996)
  • 0,02 euro: Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
  • 0,005 euro: Acquisto di autobus ecologici (2005)
  • 0,0051 euro: Terremoto dell’Aquila (2009)
  • da 0,0071 a 0,0055 euro: Finanziamento alla cultura (2011)
  • 0,04 euro: Emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
  • 0,0089 euro: Alluvione in Liguria e Toscana (2011)
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel): Decreto “Salva Italia” (2011)
  • 0,02 euro: Terremoto in Emilia (2012)

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Accise sui carburanti: cosa dire

Dunque, nessuna coalizione di Governo in Italia è mai riuscita concretamente a mettere mano al sistema di imposte che grava sul mercato del carburante in Italia. Sorprende in particolare come, ad oggi, i contribuenti siano chiamati a sostenere rincari per sostenere iniziative ormai giunte a conclusione ormai da decenni. In particolare, il finanziamento per la Seconda Guerra di Abissinia è quello che lascia maggiormente interdetti, specie se si considera il tempo trascorso dalla sua cessazione (85 anni).

La Crisi di Suez del 1956 fu invece un conflitto in cui l’Italia non venne neppure coinvolta in prima persona e che riguardò Regno Unito, Francia e Israele, da un lato in qualità di Paesi occupanti, ed Egitto, dall’altro. Fu l’intervento diplomatico dell’Unione Sovietica, che minacciò di entrare nel conflitto accanto allo stato africano, a favorire una risoluzione rapida dello scontro.

Pesano ancora i cataclismi che nel corso del XX secolo colpirono l’Italia, a partire dal crollo della Diga del Vajont del 1963 passando per l’Alluvione di Firenze (1966) e i terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980) e i più recenti di Laquila (2011) ed Emilia (2012). Gravano infine una serie di finanziamenti imposti da esigenze di raccolta delle risorse al fine di favorire iniziative di stampo economico-finanziario.

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